Nel trentesimo anniversario della sua scomparsa, ricordiamo Patrizia e la storia da cui è nata la Fondazione: un legame che continua a vivere nell’impegno per i bambini e le famiglie.
Oggi, 26 ottobre 2026, ricorrono trent’anni dalla scomparsa di Patrizia Nidoli. Una data che ci invita a fermarci e a tornare alle nostre radici: alla sua storia, al desiderio di diventare mamma e alla scelta della sua famiglia di custodirne la memoria attraverso un impegno rivolto all’infanzia.
Patrizia aveva 35 anni quando perse la vita in un incidente stradale. Stava rientrando dal Tribunale per i Minorenni, dove aveva seguito una pratica legata all’adozione. Il suo cammino verso la maternità si interruppe troppo presto, lasciando un’assenza profonda.
Nel 1999, la sua famiglia diede vita alla Fondazione Patrizia Nidoli, dedicando alla sua memoria un progetto di solidarietà e accoglienza. Da quella scelta è nato un lavoro che continua attraverso l’adozione internazionale, la preparazione dei futuri genitori e il sostegno ai bambini e alle famiglie.
Portare il suo nome significa, per noi, assumerci ogni giorno una responsabilità: mettere al centro i bisogni dei bambini, rispettare le loro storie e sostenerne il diritto a crescere in una famiglia, con la cura, la sicurezza e l’affetto di cui hanno bisogno.
Questo impegno prende forma nel tempo dedicato all’ascolto, nella presenza durante le attese, nell’attenzione con cui accompagniamo ogni percorso adottivo. Si rinnova accanto ai genitori che si preparano ad accogliere un figlio e alle famiglie che imparano a conoscersi e a crescere insieme.
A trent’anni dalla sua scomparsa, ricordare Patrizia significa ritrovare il senso di tutto questo. La sua storia appartiene alle nostre origini e continua a orientare le scelte con cui guardiamo al futuro.